Fondazione MAIC Maria assunta in cielo Onlus

Carta dei servizi

I servizi e le strutture della Fondazione

2. Centro di riabilitazione a ciclo ambulatoriale per i disturbi della comunicazione – Pallavicini Center (Pistoia)

1) Contatti, mappa, orario di apertura


Il Centro di riabilitazione a ciclo ambulatoriale di recupero e riabilitazione funzionale per l’età evolutiva dedicato ai disturbi della comunicazione ha sede a Pistoia, in via Bure Vecchia Nord, 115.
Il Centro offre un ampio parcheggio (anche interrato) e l’entrata è autonoma. Garantisce l’accesso e la completa fruibilità degli spazi da parte di tutti i possibili utenti con disabilità.

Telefono: 0573 991122 – fax: 0573 1724373
Web: www.fondazionemaic.it
E-mail: segreteria@fondazionemaic.it
Referente del servizio: dott.ssa Alessandra Melani
Tel. 0573/991137 (a.melani@fondazionemaic.it).



MATTINA POMERIGGIO
LUNEDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 17:00
MARTEDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 17:00
MERCOLEDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 17:00
GIOVEDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 17:00
VENERDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 16:00

2) Figure professionali

Medici e specialisti

  • Neuropsichiatra infantile
  • Psicologo- psicoterapeuta

Operatori

  • Assistente Sociale
  • Educatore professionale
  • Logopedista
  • Neuropsicomotricista
  • Operatore Socio Sanitario

3) Luoghi delle attività

Le attività svolte presso il centro hanno luogo nei seguenti locali:

  • ambulatorio medico con relativa sala di attesa
  • postazioni con pc per terapia individuale
  • spazio per neuropsicomotricità
  • spazio per terapia individuale.

La sede dispone di attrezzature adeguate ai bisogni dell’utenza e alle diverse tipologie di attività:

  • risorse tecnologiche atte allo svolgimento di prestazioni riabilitative
  • materiale idoneo all’applicazione di metodiche e tecniche riabilitative specifiche
  • attrezzature informatiche e di riabilitazione funzionale a supporto e complemento dell’esercizio terapeutico.

Inoltre presso il centro è disponibile un kit per le emergenze comprensivo di defibrillatore semiautomatico.


4) Accesso alle prestazioni e tempi di attesa

Il servizio si rivolge a soggetti di età compresa tra i 3 e i 12 anni con un quadro clinico caratterizzato da una compromissione dell’interazione sociale, della comunicazione e presenza di modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati (in accordo ai criteri diagnostici del DSM-IV per la diagnosi di autismo).
L’accesso alle prestazioni di riabilitazione della Fondazione MAiC Onlus in convenzione, avviene dopo una prima visita effettuata dallo specialista dell’Azienda USL, attivato con richiesta del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, redatta su ricettario regionale, ed esclusivamente previa autorizzazione dello specialista dell’Azienda USL – Toscana Centro. Ottenuta l’autorizzazione il cittadino può rivolgersi alla segreteria del centro per prenotare la visita di ammissione ai servizi della Fondazione MAiC Onlus.
Per informazioni l’utente può rivolgersi agli uffici competenti dell’Asl di riferimento territoriale o alla segreteria del centro (tel. 0573/991122-23).
L’accesso alle prestazioni in regime privato avviene tramite prenotazione presso la Segreteria medica del centro.
Il tempo di attesa per l’accesso ai servizi in convenzione è di norma di una settimana dalla comunicazione della autorizzazione da parte dell’Azienda USL – Toscana Centro.


5) Tariffe

Per i servizi riabilitativi svolti in convenzione con l’Azienda USL – Toscana Centro, il servizio sanitario regionale corrisponde alla Fondazione una tariffa stabilita dalla normativa regionale per ciascuna prestazione resa. L’utente deve corrispondere, ove dovuto, la quota ricetta e il ticket sanitario alla Fondazione, che provvederà a trasferire le somme percepite all’Azienda USL – Toscana centro.
Per le prestazioni in regime privato, è disponibile un tariffario presso la segreteria.


6) Documentazione clinica

Per ciascun inserimento viene compilata una Cartella clinica riabilitativa che contiene le seguenti schede:

  • anagrafica
  • presa incarico
  • trattamenti precedenti presso la Fondazione MAiC
  • eventuali dimissioni
  • terapia farmacologica all’ingresso
  • anamnesi
  • anamnesi fisiologica
  • anamnesi sociale
  • esame obiettivo neurologico
  • rischio cadute
  • scheda valutazione dolore e indicazioni farmacologiche
  • diario riabilitativo
  • consulenze medico specialistiche (esterne ed interne)
  • osservazioni logopediche
  • osservazioni fisioterapiche
  • osservazioni neuropsicomotorie
  • osservazioni psicologiche
  • progetto riabilitativo individualizzato
  • valutazione funzionale
  • obiettivi
  • progetto riabilitativo

È possibile richiedere copia della cartella clinica riabilitativa compilando uno specifico modulo indirizzato al Direttore Sanitario e disponibile presso la segreteria. La copia viene consegnata entro una settimana dalla richiesta.


7) Dimissioni

Vengono dimessi i pazienti che hanno raggiunto un risultato ragionevolmente coerente con l’obiettivo riabilitativo identificato al momento dell’ammissione e, comunque, coloro che hanno raggiunto una buona stabilizzazione tale da permettere il migliore reinserimento familiare, sociale e scolastico. Le dimissioni avvengono previo colloquio con la famiglia dell’utente e possono essere:

  • concordate con i genitori a ciclo di trattamento concluso sia esso continuativo oppure che preveda solo controlli periodici specialistici all’interno del Centro stesso;
  • volontarie su richiesta dei genitori;
  • automaticamente nel caso di superamento del limite di età anagrafica per utenti maggiori di 18 anni o che abbiano concluso il ciclo scolastico (scuola secondaria di II grado) o per decadere del “patto di fiducia” tra la famiglia ed il Centro.

La relazione di dimissione richiesta dall’assistito è indirizzata al pediatra di libera scelta o al medico di medicina generale ed è allegata in copia alla cartella clinica riabilitativa


8) Servizi ed attività del centro

L'intervento riabilitativo si articola in una serie di accessi quotidiani e programmati, di durata variabile, in rapporto alla tipologia del paziente.
Tali attività – effettuate con prestazioni ambulatoriali individuali ed in piccolo gruppo, domiciliari, extramurali - si propongono di attuare, perfezionare e raggiungere gli obiettivi delineati dall'équipe multidisciplinare in relazione all’età del bambino, ai sintomi, al profilo funzionale.


9) Modalità di erogazione delle prestazioni

L’erogazione delle prestazioni avviene nell’ottica di raggiungere, nel settore dei disturbi della comunicazione, la massima integrazione di diversi strumenti educativi, abilitativi e di cura. Si tratta, pertanto, di un trattamento personalizzato, associato a interventi integrati a livello della famiglia e della scuola, tramite la presenza di un’équipe professionale multidisciplinare.
Il percorso assistenziale viene quinti diversificato sulla base dell’età del bambino e della gravità dei sintomi e del profilo funzionale. È infatti da tempo universalmente condivisa la necessità di differenziare i programmi di trattamento sulla base dei bisogni che sono caratteristici e peculiari per ogni fase di sviluppo, all’interno di una cornice comune che è quella dello sviluppo socio-emotivo, che vede il soggetto con disturbo autistico come portatore di affetti, aspirazioni, bisogni emotivi, che devono trovare un’adeguata attenzione nei trattamenti applicati.
In accordo anche alle conoscenze e alle ricerche fino ad oggi disponibili in ambito dei disturbi dello spettro autistico, si ritiene importante che il trattamento richieda necessariamente l’attivazione di una rete di interventi integrati e coordinati tra di loro che uniscono le competenze di più professionisti (neuropsichiatria, psicologo, riabilitatori, educatori). Alla base di questi interventi è centrale il lavoro con i genitori per attivare, sia nei contesti terapeutici sia in quello familiare, una relazione basata sulla reciprocità, sull’intenzionalità e su azioni condivise.
Alcuni elementi fondamentali nello sviluppo di un individuo, quali la sperimentazione di scambi intersoggettivi, sia di tipo primario che secondario, che spesso sono alterati nella relazione tra il bambino autistico e gli adulti di riferimento, devono essere attivati durante il trattamento per permettere il recupero delle competenze comunicative e sociali che sono acquisite nel corso degli scambi interattivi. Attraverso interventi strutturati che possono variare a seconda dell’età e delle competenze del soggetto si giunge alla creazione di percorsi individualizzati che integrino le diverse tecniche “scientificamente fondate” e che prevedono una continua verifica della loro efficacia e un monitoraggio dei risultati raggiunti.


10) Settori del percorso terapeutico-riabilitativo-abilitativo

L’intervento riabilitativo risulta essere differenziato a seconda dell’età dei soggetti.
Si individuano due fasce di età:

  • età prescolare: dai 3 ai 6 anni
  • età scolare: dai 6 anni
2.10.1) Intervento riabilitativo per la fascia 3-6 anni

La presa in carico abilitativa-riabilitativa prevede una fase iniziale diagnostica e di valutazione del profilo funzionale (tramite somministrazione del test ADOS, scala PEP, valutazione cognitiva, valutazione logopedica ecc..), che evidenzi sia i punti di forza che le aree più deficitarie, al fine di instaurare un intervento globale, concordato con la famiglia, in cui si prevedono obiettivi a breve e medio-termine, monitorabili e verificabili periodicamente. Al tal fine, sarà utilizzata la scheda di valutazione del programma educativo per l’intervento precoce in bambini con autismo secondo l’Early Start Denver Model (Sally J. Rogers, 2010), eventualmente riadattata, in base agli obiettivi che si ritiene importante raggiungere, per i bambini più grandi.
In tale fascia di età si prevede un trattamento riabilitativo globale effettuato nell’ambito di un lavoro individuale con il terapista. Si prevedono, inoltre, per i bambini di 4-5 anni, anche momenti in cui i terapisti lavorano in comune con i bambini a costituire un piccolo gruppo. L’importanza di favorire un rapporto individuale con il terapista si basa sul presupposto che l’autismo, fin dai primi mesi di vita, è descrivibile come disturbo dell’intersoggettività primaria e secondaria (Trevarthen, 2001; Muratori, 2007). Tale disturbo intersoggettivo è espresso innanzitutto dalla riduzione dell’attenzione verso il volto umano e dalla povertà di interazioni faccia a faccia (contatto oculare, imitazione) per un deficit specifico qualitativo e quantitativo nel prestare attenzione agli stimoli sociali.
Senza un’attenzione focale al volto e verso le azioni compiute dall’altro anche l’imitazione risulta essere deficitaria: pertanto, in assenza di una adeguata capacità imitativa, non possono svilupparsi la ripetizione dell’azione cui segue poi un’altra azione, leggermente modificata, dell’adulto che permette di creare un circolo virtuoso che pone le basi per lo sviluppo dei comportamenti di anticipazione dello scopo dell’azione dell’altro. I bambini piccoli con autismo si mostrano al contrario significativamente più attratti dagli oggetti che dalle persone, se confrontati con bambini con sviluppo tipico. Questa eccessiva attenzione per gli oggetti non permette al bambino di ampliare la conoscenza degli oggetti attraverso le azioni di compartecipazione affettiva che conducono all’elaborazione di giochi condivisi. Infatti i bambini con sviluppo atipico presentano deficit anche nell’attenzione condivisa oltre deficit qualitativi nella comunicazione funzionale.
Il privilegiare in questa fascia di età un rapporto individuale con il terapista permette di favorire la ricostruzione di circuiti e di connessioni che permettono lo sviluppo delle competenze intersoggettive. Un programma d’intervento effettuato in un contesto relazionale ricco di interazioni dialogiche ed emotivamente marcate, studiato per fornire adeguati input sociali e intersoggettivi al bambino, risulta essere positivo nel permettere una maturazione delle competenze sociali. Oltre a favorire scambi di intersoggettività, il trattamento riabilitativo sarà rivolto a favorire le spinte comunicative del bambino, assecondando inizialmente i suoi interessi e richieste al fine di favorire uno scambio comunicativo e relazionale; in tal modo si creerà un contesto positivo di apprendimento che permetterà di sviluppare e favorire la maturazione di competenze sociali e comunicative. Altro elemento importante da considerare all’interno degli scambi bambino-operatore sarà rivolto a favorire l’emergere e il consolidare la capacità di attenzione condivisa, l’alternanza dei turni e la capacità imitativa.
Tutto ciò rappresenta il prerequisito allo sviluppo della capacità da parte del bambino di leggere e comprendere, in ordine crescente: primo, le emozioni; secondo, i desideri; terzo, le credenze. Una tale comprensione si pone, a sua volta, quale premessa per leggere e comprendere le intenzioni e motivazioni dei comportamenti dell’altro: ovvero il processo di cognizione sociale. Lavorare con i bambini sulla comprensione dei simboli e pertanto sulla capacità di padroneggiare i codici sociali (sguardo, mimica, postura, gesti suoni e parole) gli permettono di entrare in uno scambio comunicativo con l’altro.
I bambini con autismo presentano un deficit di comunicazione sia sul versante ricettivo che espressivo. Pertanto si prevede una valutazione delle abilità comunicative ricettive ed espressive e delle singole funzioni linguistiche al fine di delineare un profilo individuale a partire dal quale si può elaborare un piano di intervento specifico di tipo logopedico. Nel trattamento riabilitativo si prevede inoltre un lavoro sul potenziamento cognitivo e sui pre-requisiti scolastici.

La famiglia, come accennato sopra, si configura come uno spazio privilegiato per il conseguimento degli obiettivi considerati critici in questa particolare fascia di età.
La famiglia si pone, in una prima fase, come destinatario dell’intervento (lavorare sul disorientamento dei genitori che si verifica al momento della diagnosi), e in una seconda fase come protagonista attivo nella realizzazione del progetto terapeutico.
Per quanto riguarda la prima fase si prevedono incontri periodici con i genitori (con neuropsichiatra infantile, psicologo) al fine di permettere la gestione delle dinamiche emozionali complesse che investono in questa fase l’intero sistema famiglia.
Relativamente alla seconda fase si prevedono incontri con i genitori per concordare insieme il progetto riabilitativo e sedute periodiche in cui i genitori partecipano alle sedute di terapia essendo così loro stessi protagonisti con il bambino, con la mediazione dei terapisti. I dati di letteratura, infatti, sottolineano come la presa in carico del bambino insieme al sistema famiglia risulti uno degli obiettivi cardine, su cui muovere il trattamento riabilitativo, al fine di creare situazioni in cui il genitore possa sperimentare le modalità più idonee per promuovere e potenziare gli scambi comunicativi, e possa pertanto vivere un senso di adeguatezza relativamente alle sue capacità genitoriali.
Sulla base dell’approccio ecologico, si ritiene inoltre che possa essere utile trasferire il trattamento riabilitativo anche in ambito domestico, per cui si prevedono visite e interventi domiciliari da parte del terapista che segue il bambino, secondo un calendario variabile in accordo alle esigenze del caso. Nel contesto domiciliare il terapista potrà riportare i suggerimenti e gli accorgimenti messi in atto durante la terapia al centro, e adattarli in base al contesto e alle esigenze familiari.

Riteniamo importante che nel trattamento globale del bambino siano coinvolti anche gli operatori scolastici sia al fine di individuare obiettivi comuni su cui lavorare sia al fine di ottenere un confronto e una condivisione sulle capacità e sulle caratteristiche del bambino in ambiti diversi. L’ambiente scolastico permette di trasferire, in un contesto di incontro e confronto con i coetanei, il lavoro programmato per l’attenzione congiunta, la capacità di usare simboli, la comunicazione e la modulazione degli stati affettivi. Affinché tale spazio possa avere una valenza terapeutica riteniamo importante che ci sia un coinvolgimento degli insegnati nel progetto tramite incontri periodici con gli operatori del servizio.


2.10.2) Intervento riabilitativo per la fascia di età superiore agli anni 6.

In questa fascia d’età, si va caratterizzando in maniera più definita il profilo di ciascun bambino in termini di aspetti temperamentali, grado di compromissione relazionale, livello comunicativo, competenze cognitive, eventuale presenza di problemi di comorbidità.
In questa fascia di età il carattere del progetto oltre a mantenere finalità abilitative, prevede il promuovere competenze adattive, ovvero l’utilizzazione delle abilità per favorire l’adattamento del soggetto all’ambiente un cui vive. In particolare si lavorerà sempre in accordo con la famiglia e la scuola che diventano i contesti in cui possono essere favorite le esperienze di autonomia.
Il lavoro centrato sul bambino prevede come obiettivi il favorire le competenze comunicative e sociali, il favorire la comprensione degli stati emotivi proprie e altrui, il potenziare le capacità di problem-solving e gli apprendimenti scolastici. Ruolo centrale in tale età è quello relativo all’emergenza e potenziamento delle abilità di autonomia.
Con tali soggetti riteniamo opportuno promuovere le attività in piccolo gruppo al fine di favorire i momenti di interazione sociale. Con i ragazzi che presentano buone competenze cognitive il lavoro in piccolo gruppo permetterà anche di offrire occasione di scambio e condivisione di varie tematiche di natura sociale, personale (favorire una migliore identità e comprensione delle proprie peculiarità negli interessi e nei comportamenti relativamente ai coetanei con sviluppo tipico e alle regole sociali) e relativamente a tema della sessualità.


11) Servizio sociale

L’assistente sociale ha la funzione di raccordare l’intervento svolto sia in area clinica sia riabilitativa, con il progetto esistenziale complessivo della famiglia e con l’intervento dei Servizi Sociali territoriali.
L’attività del servizio sociale prevede:

  • consulenza sulla normativa, le procedure, gli interventi e le risorse socio-sanitarie ed assistenziali previste per le varie problematiche e disabilità;
  • rilevazione dei bisogni familiari e sociali riguardanti la cura, l’assistenza, l’educazione,la scuola, l’inserimento e sociale del bambino accolto e della famiglia;
  • assistenza nella richiesta di ortesi, protesi ed ausilii;
  • raccordo con i servizi sociali del territorio;
  • interventi specifici presso la scuola (legge n. 104 del 92).


3. Centro di riabilitazione a ciclo ambulatoriale per l’età adulta - Pallavicini Center (Pistoia)

1) Contatti, mappa, orario di apertura


Il Centro di riabilitazione a ciclo ambulatoriale di recupero e riabilitazione funzionale per l’età adulta ha sede a Pistoia (località Barile) in Via Bure Vecchia Nord, 115.
Il Centro offre un ampio parcheggio e l’entrata è autonoma. Garantisce l’accesso e la completa fruibilità degli spazi da parte di tutti i possibili utenti con disabilità.

Telefono: 0573 9911222-23 – fax: 0573 910077
Web: www.fondazionemaic.it
E-mail: segreteria@fondazionemaic.it
Referente del servizio: Dott.ssa Sibylle Widmann - s.widmann@fondazionemaic.it.



MATTINA POMERIGGIO
LUNEDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 17:00
MARTEDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 17:00
MERCOLEDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 17:00
GIOVEDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 17:00
VENERDI' 8:00 - 13:00 14:00 - 16:00

2) Figure professionali

Medici e specialisti

  • Neurologo
  • Fisiatria

Operatori

  • Terapista della riabilitazione fisica
  • Terapista del linguaggio e deglutizione
  • Terapista competente in riabilitazione neuropsicologica
  • Personale amministrativo
  • Operatore socio-sanitario

3) Luoghi delle attività

Le attività svolte presso il centro hanno luogo nei seguenti locali:

  • spazio di fisiokinesiterapia
  • spazio palestra
  • spazio di terapia strumentale
  • spazio di rieducazione del linguaggio
  • spazio di terapia neuropsicologica

La sede dispone di attrezzature adeguate ai bisogni dell’utenza e alle diverse tipologie di attività. Inoltre presso il centro è disponibile un kit per le emergenze comprensivo di defibrillatore semiautomatico.


4) Accesso alle prestazioni e tempi di attesa

L’invio dell’utente presso i servizi alle prestazioni di riabilitazione della Fondazione MAiC Onlus in convenzione avviene dopo una prima visita effettuata dallo specialista dell’Azienda USL-Toscana centro attivato con richiesta del medico di medicina generale, redatta su ricettario regionale, ed esclusivamente previa autorizzazione rilasciata dall’Azienda USL – Toscana centro.
Ottenuta l’autorizzazione il cittadino può rivolgersi alla segreteria medica del centro per prenotare la visita di ammissione ai servizi della Fondazione MAiC Onlus (0573/991122-23).
Per informazioni l’utente può rivolgersi agli uffici competenti dell’Azienda USL – Toscana centro o alla segreteria medica del centro. Il tempo di attesa per l’accesso ai servizi in convenzione è, di norma, di circa una settimana dalla comunicazione della autorizzazione da parte dei competenti uffici della Azienda USL – Toscana centro.


5) Tariffe

Per i servizi riabilitativi svolti in convenzione con l’Azienda USL – Toscana Centro, il servizio sanitario regionale corrisponde alla Fondazione una tariffa stabilita dalla normativa regionale per ciascuna prestazione resa. L’utente deve corrispondere, ove dovuto, la quota ricetta e il ticket sanitario alla Fondazione, che provvederà a trasferire le somme percepite all’Azienda USL – Toscana centro.
Per le prestazioni in regime privato, è disponibile un tariffario presso la segreteria.


6) Documentazione clinica

Per ciascun inserimento viene compilata una Cartella clinica riabilitativa che contiene le seguenti schede:

  • anagrafica
  • presa incarico
  • trattamenti precedenti presso la Fondazione MAiC
  • eventuali dimissioni
  • terapia farmacologica all’ingresso
  • anamnesi
  • anamnesi fisiologica
  • anamnesi sociale
  • esame obiettivo neurologico
  • rischio cadute
  • scheda valutazione dolore e indicazioni farmacologiche
  • diario riabilitativo
  • consulenze medico specialistiche (esterne ed interne)
  • osservazioni logopediche
  • osservazioni fisioterapiche
  • osservazioni neuropsicomotorie
  • osservazioni psicologiche
  • progetto riabilitativo individualizzato
  • valutazione funzionale
  • obiettivi
  • progetto riabilitativo

È possibile richiedere copia della cartella clinica riabilitativa compilando uno specifico modulo indirizzato al Direttore Sanitario e disponibile presso la segreteria. La copia viene consegnata entro una settimana dalla richiesta.


7) Dimissioni

Vengono dimessi i pazienti che hanno raggiunto un risultato ragionevolmente coerente con l’obiettivo riabilitativo identificato al momento dell’ammissione e, comunque, coloro per i quali il progetto predisposto dall’Azienda USL – Toscana centro risulti terminato.
Le dimissioni avvengono previo colloquio con l’utente e possono essere:

  • concordate;
  • volontarie, anche per decadere del “patto di fiducia” tra l’utente ed il Centro.

La relazione di dimissione richiesta dall’assistito è al medico di medicina generale ed è allegata in copia alla cartella clinica riabilitativa.


8) Servizi ed attività del centro

L’attività del Centro è caratterizzata da interventi di tipo riabilitativo, effettuati in regime ambulatoriale o domiciliare, rivolti a pazienti con disabilità di tipo neurologico, ortopedico, traumatologico, reumatologico, respiratorio.
I pazienti ai quali è rivolto il servizio sono portatori delle seguenti patologie:

  • patologie vascolari del sistema nervoso centrale
  • esiti di traumi cranici e midollari
  • patologie demielinizzanti del sistema nervoso centrale
  • patologie degenerative del sistema nervoso centrale
  • miopatie
  • esiti di cerobropatie infantili
  • lesioni traumatiche dell’apparato loco-motore
  • patologie infiammatorie e degenerative dell’apparato muscolo-scheletrico
  • postumi di intervento chirurgico di protesizzazione
  • amputazione di arti
  • patologie respiratorie.

Presso il centro si svolgono le seguenti attività riabilitative:

  • riabilitazione neurologica
  • logopedia: terapia del linguaggio e della deglutizione
  • riabilitazione neuropsicologica
  • riabilitazione ortopedica
  • terapia fisica strumentale (ultrasuoni, elettroterapia, trazioni)
  • rieducazione mioarticolare isocinetica
  • rieducazione posturale globale
  • riabilitazione respiratoria
  • non previste dai LEA)
  • rieducazione reumatologica.

9) Modalità di erogazione delle prestazioni e settori di intervento

Durante l’erogazione del servizio di riabilitazione si prevedono:

  • visita iniziale neurologica e/o fisiatrica
  • visita neurologica e fisiatrica di controllo
  • valutazione funzionale segmentaria, con scala psico-comportamentale
  • valutazione logopedica e neuropsicologica

La attività ambulatoriale di fisioterapia individuale prevede l’attuazione di differenti tecniche, attività e metodiche a secondo della patologia e della tipologia del paziente:

  • rieducazione neuromotoria
  • esercizio terapeutico conoscitivo
  • facilitazione neuromuscolare propriocettiva
  • tecniche di rieducazione funzionale
  • tecniche di coordinazione motoria cerebellare (Frenkel)
  • training autogeno
  • elettroterapia
  • elettroanalgesia antalgica e elettroanalgesia transcutanea (tens alto voltaggio)
  • trazione scheletrica e trazioni cervicali o dorso lombari meccaniche
  • ultrasuonoterapia
  • massoterapia riflessogena
  • massoterapia distrettuale
  • ionoforesi
  • valutazione protesica
  • valutazione manuale di funzione muscolare; bilancio articolare e muscolare generale
  • mobilizzazione della colonna vertebrale
  • mobilizzazione di altre articolazioni
  • esercizi respiratori
  • esercizi posturali – propriocettivi
  • training deambulatori e del passo, incluso addestramento all’uso di protesi, ortesi, ausili e istruzione dei familiari
  • risoluzione manuale distrettuale riflessogena
  • fasciatura semplice
  • bendaggio adesivo elastico.

L'intervento riabilitativo si articola in una serie di trattamenti ambulatoriali programmati, di un’ora ciascuno, per un periodo variabile e con diversa frequenza settimanale in rapporto alla patologia.
Oltre all’attività ambulatoriale individuale di fisiochinesiterapia, viene erogata attività motoria in piccolo gruppo (della durata di 1 ora e con rapporto di un fisioterapista e massimo sei pazienti).